AMBIENTE, TERRITORIO E ENERGIA

DRAMMATURGIE ECOLOGISTE. La rappresentazione del tema ambientale nelle arti performative: un’analisi semiotica

Abstract

Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.

Project Name
ECOSCENA
Publication Year
2023
Coordinator
UNISTRASI

Announcement name

Progetti di Alta Formazione attraverso l’attivazione di Assegni di Ricerca (Bando assegni di ricerca anno 2023)

Expected Duration
24 Months
60,000 €
Total cost project
48,000 €
Contribution paid
1
Total fellowship

Announcement description

Obiettivo generale del progetto è affrontare il tema della transizione ecologica, e più in generale il tema ambientale, e l'impatto della sua narrazione da una prospettiva originale e poco studiata, quella del teatro e delle arti performative. La ricerca proposta si fonda infatti su una ricognizione delle principali opere italiane ed europee a tema ambientale prodotte nell’ultimo decennio, e su un’analisi delle caratteristiche linguistiche e semiotiche (Elam 1988; De Marinis 1978, 1985, 2003;) che rendono alcune di queste opere più o meno capaci di superare l’impasse della “irraccontabilità” di una crisi che, come è stato notato da molteplici studiosi e intellettuali, è anche una crisi di immaginazione. Nella sua introduzione all’edizione italiana di un testo teatrale della scrittrice statunitense Miranda Rose Hall intitolato Uno spettacolo per chi vive in tempi di estinzione, Telmo Pievani si domanda perché le inquietudini scientifiche relative al climate change non riescano a mobilitarci. In altre parole, perché non ci sentiamo chiamati ad agire, pur sapendo che l’impatto del cambiamento climatico rischia di essere fatale per il nostro pianeta e per tutto il genere umano? Perché ci manca l’immaginazione - ipotizza appunto il filosofo - e non è un caso che la crisi ambientale non abbia ancora dato compiutamente vita a un romanzo. La stessa questione si ritrova posta in termini molto simili in un celebre saggio intitolato Possiamo salvare il mondo prima di cena nel quale l’autore, Jonathan Safran Foer, sostiene che raccontare il collasso climatico senza scivolare nella fantascienza sia una delle sfide più complesse per un artista, perché è una crisi troppo ampia e troppo lenta perché si possa sintetizzare in una “buona storia”, e una buona storia è fondamentale per trasformare qualcosa che si sa in qualcosa in cui si crede e per cui si agisce. Nel corso della ricerca, che si avvarrà della collaborazione di diversi partner, tra i quali la Fondazione Teatro Metastasio di Prato, si collezioneranno e analizzeranno con strumenti metodologici di natura semiotica varie forme di scrittura drammaturgica a partire dai testi performativi (editi e non), si raccoglieranno interviste e testimonianze di drammaturghi/e, registi/e e spettatori/rici e si metteranno a sistema, per una diffusione e valorizzazione delle stesse, le riflessioni sparse maturate a livello internazionale sulla questione del rapporto tra arti e temi di attualità politico-sociale-ambientale.

Parole chiave:

TEATRO, TRANSIZIONE ECOLOGICA, EFFICACIA COMUNICATIVA
Pubblicato il: