Distretti tecnologici

La Toscana ospita undici Distretti Tecnologici Regionali (DTR) che riuniscono imprese e organismi di ricerca pubblici e privati con sede operativa sul territorio.

Insieme danno vita a un ecosistema integrato capace di sostenere la crescita dell’innovazione e la competitività della regione.

Cosa sono i DTR: reti che uniscono ricerca e imprese

I Distretti sono raggruppamenti indipendenti di operatori economici e della ricerca che si mettono in squadra per incentivare e diffondere l’innovazione, condividendo strutture, conoscenze, competenze e know-how.

La loro priorità è trasferire i risultati della ricerca alle imprese, per generare innovazione concreta e accrescere la competitività delle filiere produttive.

Cosa fanno i DTR: azioni concrete per valorizzare ricerca e tecnologie

Operano attraverso la definizione di strategie condivise, l’organizzazione di eventi e iniziative di promozione, la partecipazione a reti nazionali ed europee e la realizzazione di studi e analisi sull’applicazione delle tecnologie nei settori chiave dell’economia toscana.

Perché aderire a un DTR: sinergie, finanziamenti e crescita condivisa

Entrare in un Distretto significa far parte di una rete pubblico-privata aperta e dinamica, che offre l’opportunità di partecipare a progetti finanziati su più livelli, attivare sinergie con altri cluster dell’innovazione e contribuire alla creazione di nuove infrastrutture e competenze per la Toscana del futuro.

Poli tecnologici e Poli di innovazione

Accanto ai distretti regionali, la Toscana ospita una rete di poli scientifici e tecnologici che rappresentano punti di incontro tra ricerca, impresa e territorio.
Si tratta di spazi dedicati alla sperimentazione, al trasferimento tecnologico e alla creazione d’impresa, che offrono infrastrutture, laboratori e servizi per supportare la crescita delle realtà innovative

Il Polo Tecnologico di Navacchio è il più importante e costituisce una vera e propria piattaforma per lo sviluppo dell’innovazione, in grado di mettere in connessione imprese, start-up e centri di eccellenza per generare nuove opportunità di business e di sviluppo per il territorio.

Accanto a Navacchio operano altri poli tecnologici che contribuiscono a rafforzare la rete dell’innovazione toscana:

  • Pont-Tech di Pontedera, dedicato al trasferimento tecnologico e all’innovazione industriale;
  • Polo Tecnologico Lucchese, focalizzato sul sostegno alle start-up e sulle tecnologie digitali;
  • Parco Scientifico di Capannori, specializzato nei settori ambientali e della sostenibilità;
  • Polo Tecnologico Magona, con competenze nei materiali innovativi e nella ricerca applicata.

Insieme, questi poli costituiscono un sistema territoriale integrato, capace di promuovere la collaborazione tra ricerca pubblica, imprese e istituzioni, favorendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e la diffusione della cultura dell’innovazione in tutta la regione.

Digital Innovation Hub

Cosa sono i DIH

Sono centri di supporto dedicato ad accompagnare imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni nel processo di innovazione digitale.

La loro funzione principale è facilitare l’accesso alle competenze, alle tecnologie e ai servizi necessari per adottare soluzioni avanzate — come intelligenza artificiale, robotica, cloud, cybersecurity, stampa 3D, Internet of Things — e per migliorare processi, prodotti e modelli di business.

Cosa fanno i DIH 

  • orientano le imprese nelle scelte tecnologiche e nei percorsi di trasformazione digitale;
  • offrono servizi di consulenza, test di tecnologie e valutazioni di maturità digitale;
  • favoriscono il trasferimento tecnologico tra università, centri di ricerca e imprese;
  • agevolano l’accesso ai finanziamenti, nazionali ed europei, dedicati alla digitalizzazione;
  • creano reti e partenariati, sostenendo l’innovazione collaborativa.

L’obiettivo generale di un DIH è rendere la trasformazione digitale più accessibile, efficace e sostenibile, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Centri di competenza

Cosa sono  i Centri di competenza

I Centri di Competenza ad alta specializzazione sono poli nazionali nati per accelerare l’adozione delle tecnologie avanzate da parte delle imprese — in particolare delle PMI — attraverso servizi altamente qualificati, attività di ricerca applicata e sperimentazione industriale.

Sono stati istituiti dal Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) nell’ambito del Piano Nazionale Industria/Impresa 4.0.

Cosa fanno i Centri di competenza

Un Centro di Competenza è un organismo pubblico–privato che riunisce università, centri di ricerca, grandi imprese, PMI e soggetti territoriali per fornire:

  • competenze scientifiche e tecnologiche di alto livello;
  • supporto alle imprese nell’introduzione di tecnologie digitali e Industria 4.0;
  • laboratori avanzati per testing, prototipazione e sperimentazione;
  • formazione specialistica e aggiornamento professionale;
  • supporto allo sviluppo di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • servizi di trasferimento tecnologico e consulenza avanzata.

Il loro scopo è rendere la trasformazione digitale accessibile, concreta e sostenibile, aumentando la competitività del sistema produttivo.

Scopri di più: 

Case delle tecnologie emergenti

Le Case delle tecnologie emergenti (CTE) sono centri di ricerca e sperimentazione che sostengono la creazione di startup e il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese in relazione all'utilizzo di Blockchain, dell’Internet delle cose (IoT - Internet of Things) e dell’Intelligenza Artificiale.

L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito del Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G.

La prima Casa della tecnologia è stata realizzata a Matera, capitale della cultura 2019, finanziata a fine 2019. Successivamente, le altre città sono state individuate tra quelle coinvolte nella sperimentazione di reti e servizi 5G e sulla base della disponibilità di Centri di Competenza (Università e Centri di ricerca pubblici e privati) ed ambienti tecnologici già operativi o immediatamente cantierabili nei quali realizzare le “Case”.

Per la selezione e approvazione dei progetti delle singole case, sono stati pubblicati due avvisi pubblici (2020 e 2022) che hanno dato vita a 13 case in totale. 

PRISMA - Casa della Tecnologia Emergente sul territorio regionale 

 PRISMA (PRato Industrial SMart Accelerator) ha permesso di creare, nel territorio di Prato, una nuova infrastruttura articolata su tre sedi e dedicata a svolgere attività di trasferimento tecnologico verso le imprese.

L'attività di PRISMA consiste nell'indagare e sfruttare il potenziale innovativo delle tecnologie emergenti (Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Blockchain e 5G) e applicarle al settore tessile-moda e  Made in Italy.

Il progetto CTE PRISMA, finanziato nel 2020 dal Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) e cofinanziato dal Comune di Prato, favorisce la creazione e l'accelerazione di nuove imprese in questo ambito e il trasferimento delle soluzioni sviluppate alle imprese del settore.

Obiettivo principale

PRISMA ha l'obiettivo generale di rendere il tessile-moda italiano - il principale rappresentante del Made in Italy nel mondo - più competitivo e efficiente, accrescerne il valore aggiunto attraverso un miglior utilizzo delle risorse,  aumentare la ricchezza prodotta generando nuove imprese e posti di lavoro qualificati attraverso il trasferimento tecnologico.

Obiettivi specifici del progetto

  1. La creazione di un nuovo centro di trasferimento tecnologico denominato “Casa delle Tecnologie PRISMA - PRato Industrial SMart Accelerator”;
  2. La realizzazione di progetti di ricerca e sperimentazione (R&S) congiunti fra università, centri di ricerca e imprese per lo sviluppo di nuove soluzioni basate sulle tecnologie emergenti e il 5G a favore del Made in Italy;
  3. La creazione e l’accelerazione di start-up negli ambiti Internet of Things, Intelligenza Artificiale e Blockchain a sostegno del settore tessile-moda;
  4. Il trasferimento tecnologico verso le imprese manifatturiere a sostegno dell’innovazione, della competitività e dell’occupazione.

Infrastrutture di Ricerca

Le Infrastrutture di Ricerca (IR) sono l'insieme di impianti, risorse e servizi utilizzati dalla comunità scientifica per condurre ricerche di eccellenza nei rispettivi settori. 

Composizione e Struttura

Un'infrastruttura di ricerca è un ecosistema complesso che può includere:

  • Impianti fisici: grandi complessi di strumenti scientifici e materiali di ricerca;
  • Risorse digitali e cognitive: collezioni, archivi, biblioteche di dati e informazioni scientifiche strutturate;
  • ICT e Reti: infrastrutture basate su tecnologie dell'informazione (reti GRID, software, materiale informatico e strumenti di comunicazione);
  • ogni altro mezzo necessario per raggiungere il livello di eccellenza.

Queste strutture possono essere ubicate in un unico sito (centralizzate) o organizzate in rete (distribuite sul territorio).

Il valore distintivo: l'accessibilità

La vera peculiarità che distingue una IR da una semplice piattaforma tecnologica o da un network di laboratori è la garanzia di un accesso aperto e regolamentato. Attraverso pratiche validate, le IR offrono i propri servizi all'intera comunità scientifica e industriale, sia pubblica che privata, promuovendo la collaborazione interdisciplinare.

IR di rilevanza europea: il modello ERIC

Per superare la frammentazione normativa, ridurre i costi a carico dei singoli stati membri e sostenere la competitività globale delle infrastrutture di ricerca europee, l'Unione Europea con il Regolamento CE n. 723/2009 ha istituito una specifica forma giuridica: l'ERIC (European Research Infrastructure Consortium)

La specificità di tale forma giuridica, oltre a prevedere la flessibilità necessaria per adattarsi ai requisiti specifici di ciascuna IR, comporta una serie di vantaggi:

  • la piena capacità giuridica riconosciuta in tutti i paesi dell'Unione
  • un processo più veloce rispetto alla creazione di un'organizzazione internazionale
  • la possibilità di beneficiare di esenzioni fiscali sull’IVA e sulle accise.

Il percorso per la costituzione di un ERIC segue una procedura rigorosa gestita dalla Commissione Europea che prevede:

  • Presentazione della domanda: i soggetti richiedenti presentano una domanda scritta alla Commissione, includendo la proposta di statuto e una descrizione scientifica e tecnica dell'infrastruttura;
  • Valutazione tecnica: la Commissione valuta la domanda avvalendosi del parere di esperti indipendenti e di organismi come l'ESFRI (Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca);
  • Decisione e pubblicazione: se i requisiti sono soddisfatti, la Commissione adotta una decisione di costituzione. L'ERIC acquisisce personalità giuridica dalla data di entrata in vigore di tale decisione, che viene pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

Per ottenere lo status di ERIC l'IR deve soddisfare precisi criteri di ammissibilità:

  • Composizione minima: deve contare almeno tre Stati membri come fondatori; 
  • Sede legale: l'ERIC deve avere la propria sede legale nel territorio di uno dei membri (Stato membro o paese associato);
  • Interesse europeo: l'infrastruttura deve essere necessaria per la realizzazione di programmi di ricerca europei e rappresentare un valore aggiunto per il rafforzamento dello Spazio Europeo della Ricerca;
  • Accesso aperto: deve garantire un effettivo accesso alla comunità scientifica europea (ricercatori degli Stati membri e dei paesi associati) in base alle norme del proprio statuto;
  • Assenza di scopo di lucro: la funzione principale deve essere la gestione dell'infrastruttura su base non economica;
  • Eccellenza e mobilità: deve contribuire alla diffusione dei risultati della ricerca e favorire la mobilità dei ricercatori e delle conoscenze in tutta Europa.

Attualmente l’Italia partecipa a 29 dei 33 ERIC istituiti in tutta Europa. Di questi, quattro hanno stabilito la propria sede legale (Host Country) sul territorio nazionale:

  • CERIC – ERIC specializzato nel campo dei materiali, dei biomateriali e delle nanotecnologie, con particolare attenzione ai materiali per l'energia e alle scienze della vita (Trieste);
  • EMSO - ERIC specializzato in ambito marino, con l'obiettivo di esplorare, monitorare e comprendere meglio i fenomeni che avvengono all'interno e al di sotto degli oceani e il loro impatto critico sulla Terra (Roma) ;
  • EPOS - ERIC specializzato in Scienze della Terra, con l'obbiettivo di monitorare e comprendere il sistema dinamico e complesso della Terra solida (Roma);
  • E-RIHS - ERIC specializzato allo studio, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale (Firenze).

(Fonte: MUR-ERIC)

E-RIHS: L'Eccellenza per le Scienze del Patrimonio

Il 28 marzo 2025 l' E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science) è stata riconosciuta come Infrastruttura di Ricerca ERIC. Grazie alla guida del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e al sostegno della Fondazione CR Firenze, E-RIHS ha stabilito la sua sede legale in Italia, a Firenze

Il consorzio E-RIHS riunisce 11 Paesi fondatori (Cipro, Francia, Ungheria, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna e Regno Unito) e vede la partecipazione dell'ICCROM come osservatore permanente. 

L'offerta scientifica di E-RIHS: Le quattro piattaforme

I servizi di accesso di E-RIHS sono gestiti centralmente e forniscono l'accesso a strutture, tecniche e archivi distribuiti in tutta Europa, organizzati in quattro piattaforme integrate, sia fisiche che virtuali:

  • ARCHLAB: accesso ad archivi fisici e digitali (campioni, materiali di riferimento, report di restauro);
  • FIXLAB: grandi strutture fisse come sincrotroni, acceleratori di particelle e laboratori di neutroni per l'analisi di opere d'arte;
  • MOLAB: strumentazione mobile d'eccellenza che raggiunge musei e siti archeologici per analisi in situ non invasive su opere inamovibili;
  • DIGILAB: piattaforma online per l'integrazione e la fruizione dei dati generati dalle altre piattaforme, arricchita da strumenti digitali avanzati.

Le risorse e i servizi delle quattro piattaforme di accesso, così come l'esperienza e il know-how dei team di E-RIHS che operano presso gli impianti, sono offerti alla comunità attraverso il Catalogo dei Servizi per condurre attività di ricerca e promuovere l'innovazione nell'heritage science.

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