Il brevetto (o brevetto per invenzione industriale) è un titolo giuridico che conferisce al suo titolare un diritto esclusivo di sfruttamento su un’invenzione, in un determinato territorio e per un periodo di tempo limitato.

Cosa può essere brevettato?

Non tutto è brevettabile. Per ottenere un brevetto, un'invenzione deve soddisfare tre requisiti fondamentali:

  • Novità: L'invenzione non deve essere mai stata resa pubblica in nessuna parte del mondo prima della data di deposito.
  • Attività inventiva (Originalità): Non deve essere una modifica banale di qualcosa che esiste già. Per un esperto del settore, l'idea non deve risultare "ovvia".
  • Industrialità: L'invenzione deve poter essere fabbricata o utilizzata in qualsiasi genere di industria (inclusa l'agricoltura).

Differenze principali tra Brevetto e altri titoli

Spesso si fa confusione tra i diversi strumenti di tutela della proprietà intellettuale, di seguito i principali strumenti con le proprie specificità:
Brevetto: riguarda le invenzioni tecniche e soluzioni a problemi, la tutela in Italia dura 20 anni;
Modello di Utilità: riguarda i miglioramenti a macchine o strumenti esistenti, la tutela in Italia dura 10 anni;
Marchio: riguarda segni distintivi di determinati prodotti (nomi, loghi, colori), la tutela in Italia dura 10 anni, rinnovabili;
Copyright: riguarda opere letterarie, artistiche, musica, codice software. La tutela in Italia dura 70 anni dopo la morte dell'Autore.

Chi rilascia i brevetti?

International Patent Classification (IPC)

Istituita dall'Accordo di Strasburgo del 1971 e amministrata dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), l'IPC è un sistema gerarchico di classificazione utilizzato a livello globale per organizzare e categorizzare i brevetti e i modelli di utilità in base ai settori tecnologici a cui appartengono.

Struttura della Classificazione
Il sistema suddivide la tecnologia in una gerarchia che va dal generale al particolare:

  • Sezioni: sono 8 grandi categorie identificate dalle lettere da A a H (es. Sezione A: Necessità umane; Sezione H: Elettricità);
  • Classi: suddivisioni delle sezioni (es. A01: Agricoltura);
  • Sottoclassi: gruppi più specifici (es. A01B: Lavorazione del terreno in agricoltura);
  • Gruppi (Principali e Sottogruppi): identificano l'invenzione specifica (es. A01B 1/00: Attrezzi a mano).

Funzioni Principali

  • Recupero di informazioni: permette a inventori e uffici brevetti di verificare se un'invenzione è davvero nuova cercando tra documenti simili in tutto il mondo;
  • Indicatori statistici: aiuta a monitorare il progresso tecnologico e a identificare i trend di innovazione nei vari paesi;
  • Base per la ricerca: essendo indipendente dalla lingua (usa codici alfanumerici), facilita la consultazione di brevetti pubblicati in lingue diverse.

Fonti normative

Per la definizione e la disciplina del brevetto in Italia e in ambito internazionale, le fonti normative di riferimento sono chiare e strutturate. Ecco i testi fondamentali:

1. Fonti Nazionali (Italia)
Il pilastro della normativa italiana è il Codice della Proprietà Industriale (CPI), che ha riordinato tutta la materia precedentemente sparsa in vari decreti, è il testo unico che disciplina i marchi, i disegni e, appunto, i brevetti: il Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n. 30
Inoltre gli articoli 2584 - 2591 del Codice Civile Italiano contengono le disposizioni generali sul diritto di inventore e sull'esclusiva.

2. Fonti Europee
Per chi desidera una protezione che superi i confini nazionali, il testo di riferimento è il Regolamento (UE) n. 1257/2012: Riguarda l'attuazione della cooperazione rafforzata nel settore della protezione mediante brevetto unitario (entrato in vigore nel 2023), che permette di ottenere protezione in quasi tutta l'UE con un'unica domanda.

3. Fonti Internazionali
Per la tutela globale, le fonti di riferimento sono gestite dalla WIPO (World Intellectual Property Organization)

Vedi anche

CONTRATTO DI LICENZA

DIRITTO D'AUTORE

 

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