CULTURA E BENI CULTURALI (CBC)

Discoli e malviventi a Lucca tra fine Quattrocento e metà Ottocento. Ricerca sul "discolato" di polizia valorizzazione del suo patrimonio archivistico e divulgazione della sua importanza storica.

Abstract

Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.

Nome del Progetto
DISCO24
Anno di pubblicazione
2024
Capofila
UNIPI

Nome del bando

Progetti di Alta Formazione in ambito culturale attraverso l'attivazione di borse di studio o borse di ricerca o assegni di ricerca.

Durata prevista
24 Mesi
48.000 €
Costo totale del progetto
40.000 €
Contributo erogato
1
Borse totali

Descrizione Bando

Il progetto intende recuperare e valorizzare alcuni fondi archivistici di grande importanza per la storia di Lucca da fine Quattrocento a metà Ottocento, facilitandone accesso, fruibilità e conservazione. Si propone una ricerca su uno strumento di controllo di cui nello Stato lucchese si fece largo uso – una sorta di ostracismo denominato "discolato" –, sia all’epoca dell’antica Repubblica oligarchica, sia successivamente, tanto sotto il governo giacobino filo-francese, quanto negli anni del Ducato borbonico. Il "discolato" costituì una peculiarità lucchese, con rari riscontri nel panorama istituzionale e giuridico italiano. Era impiegato per venire a conoscenza dei reati giuridici e morali commessi sia all'interno della società locale, a Lucca come nel contado, sia all'interno delle stesse istituzioni di governo. Il noto archivista lucchese Salvatore Bongi definì i “discolati” come “inchieste o investigazioni, talvolta generali, sui ladri, vagabondi, danneggiatori, soverchiatori, o altra simil gente”; a suo parere, essi rappresentarono uno strumento “di mirabile efficacia per la sicurezza e per l’ordine dei paesi rurali”. Strumento molto apprezzato, in Età rinascimentale, anche dall'umanista Gio. Battista Pigna e soprattutto da Niccolò Machiavelli, che lo definì "bellissimo", esso fu però giudicato negativamente qualche secolo dopo: il "discolato" fu infatti aspramente criticato dal pubblicista milanese Giuseppe Gorani a fine Settecento e poi definito come pratica "mostruosa" dalla storiografia liberale ottocentesca, anche da quella lucchese, nei nomi di Antonio Mazzarosa e Girolamo Tommasi. Alcuni fondi dell’Archivio di Stato di Lucca sono decisamente promettenti per questa ricerca: quelli del Consiglio Generale, del Collegio degli Anziani e del Magistrato dei Segretari, i tre pilastri istituzionali della Repubblica lucchese e della sua indipendenza; quello del Direttorio Esecutivo del primo governo democratico, formatosi a seguito dell’invasione francese di fine Settecento; e ancora, in età borbonica, quello della Direzione generale della Polizia e quello della Presidenza del Buon Governo. Di tali fondi si potrà fare un ampio lavoro di schedatura, fotoriproduzione e trascrizione delle fonti più rilevanti, con inserimento delle relative informazioni in apposito data base, da rendere fruibile in libero accesso sul sito internet dell'Archivio di Stato di Lucca oppure su quello dei partner coinvolti.

Parole chiave:

DISCOLATO, CONTROLLO, LUCCA
Pubblicato il: