Giuristi resistenti. Documenti, voci, cultura dell'antifascismo
fiorentino dal delitto Matteotti alla Costituzione repubblicana (1924-1948)
Abstract
Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.
Nome del Progetto
GIURES
Anno di pubblicazione
2024
Capofila
UNIFI
Nome del bando
Progetti di Alta Formazione in ambito culturale attraverso l'attivazione di borse di studio o borse di ricerca o assegni di ricerca.
Durata prevista
24 Mesi
64.800 €
Costo totale del progetto
57.800 €
Contributo erogato
1
Borse totali
Descrizione Bando
Il progetto intende promuovere la ricerca su un aspetto non sufficientemente conosciuto dell'antifascismo
fiorentino lungo il Ventennio: il ruolo svolto a vario titolo da alcune figure di giuristi, che seppero coniugare un
impegno scientifico di altissimo livello con un’intensa e militante attività forense. Verranno approfondite
anzitutto due esperienze dell’antifascismo fiorentino: quella del foglio "Non mollare" (pubblicato
clandestinamente da gennaio a ottobre 1925) e quella dell'emittente radiofonica "Radio CORA" (che svolse un
importante ruolo di raccordo fra i movimenti toscani di Resistenza e le forze alleate nei primi mesi del 1944), le
quali, collocandosi rispettivamente all'inizio e alla fine della parabola dittatoriale fascista, paiono punti di
osservazione privilegiati sul variegato panorama dell’opposizione e resistenza al regime nella Firenze tra gli anni
Venti e Quaranta, contribuendo a metterne in luce caratteristiche e fisionomia. Insieme ad altre, esse videro la
partecipazione attiva (dal punto di vista sia ideale sia concretamente organizzativo) di giuristi accademici e
pratici: Piero Calamandrei (Professore di Diritto processuale civile, impegnato nel dopoguerra nella elaborazione
e attuazione della Costituzione), Gustavo Console, Dino Lattes e Giuseppe Viggiani (avvocati in Firenze, titolari
dello studio legale da cui venivano smistate le copie del "Non mollare"), Enrico Bocci (avvocato in Firenze,
animatore delle esperienze antifasciste "Circolo di cultura", "Italia libera", "Non mollare", "Radio CORA"), Paolo
Barile (allora magistrato, coinvolto direttamente nelle operazioni militari dal 1943), solo per citare alcuni nomi.
Come incise il loro essere giuristi nella lettura di un orizzonte normativo come quello fascista, che stava
sovvertendo i lineamenti dello Stato liberale? Il progetto intende procedere, con una ricerca di ampio respiro, alla
riscoperta e alla valorizzazione critica e storiografica di documenti e fondi archivistici che rappresentano un
patrimonio culturale ingente ma non ancora analizzato nella sua consistenza effettiva, al fine di renderlo
accessibile ad un più vasto pubblico e di contribuire a evidenziare il carattere ampio e plurale della cultura
antifascista lungo il ventennio, in modo da evitare appiattimenti interpretativi (solitamente prevalenti nella
vulgata odierna) che tendono a relegarla alle aree politiche comunista o afferenti all'estrema sinistra.