CULTURA E BENI CULTURALI (CBC)

La Toscana Egittologica tra Musei e Archivi

Abstract

Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.

Nome del Progetto
TEMA
Anno di pubblicazione
2019
Capofila
UNIPI

Nome del bando

Progetti di Alta Formazione attraverso l’attivazione di Assegni di Ricerca in ambito culturale (Bando assegni di ricerca anno 2019)

Durata prevista
24 Mesi
56.000 €
Costo totale del progetto
33.600 €
Contributo erogato
1
Borse totali

Descrizione Bando

La Toscana ha avuto un ruolo storico fondamentale nella formazione dell’Egittologia. A Pisa, infatti, fu istituita nel 1826 la prima cattedra di Egittologia al mondo per Ippolito Rosellini; nel 1828-29, inoltre, l’orientalista pisano organizzò e diresse con J.F. Champollion la prima spedizione scientifica in Egitto che fornì un’eccezionale mole di documenti, manoscritti e splendidi disegni, oggi conservati presso la Biblioteca Universitaria di Pisa, e una straordinaria raccolta di antichità egizie, divise tra il Louvre e Firenze. I circa 2000 reperti destinati al Granduca furono spediti da Rosellini al porto di Livorno, scalo obbligato di tutte le antichità che nel XIX secolo dall’Egitto arrivavano in Europa confluivano verso altri centri toscani e le grandi collezioni di Torino, Parigi, Londra, Berlino, Leida ecc. Di questi reperti alcuni rimasero a Pisa e oggi sono esposti nel Museo dell’Opera del Duomo e nelle Collezioni Egittologiche dell’Università di Pisa. Una tale importanza, ben chiara agli addetti ai lavori, è quasi sconosciuta al di fuori della nicchia egittologica. Il progetto si propone quindi di creare una rete di connessioni tra quegli operatori culturali della regione che conservano materiale sulla missione di Rosellini e sulla formazione delle collezioni egizie esistenti o comunque passate per la Toscana. In particolare, si vuole studiare, digitalizzare e indicizzare i documenti della Biblioteca Universitaria di Pisa e dell’Archivio di Stato di Livorno relativi alle collezioni giunte dall’Egitto nella prima metà dell’800, e collegarli tra loro e con gli oggetti stessi tramite un’app/web app e un sito web creati appositamente. Inoltre, coniugando il digital storytelling su diversi formati (testi, immagini HD, video, modelli 3D dei reperti del Museo dell’Opera del Duomo di Pisa e delle Collezioni Egittologiche dell’Università di Pisa) si racconteranno tutti i passaggi che dalla Valle del Nilo hanno portato alla creazione di altri grandi musei come il Museo Egizio di Torino. La platea illimitata del web garantirà una diffusione ottimale della conoscenza del patrimonio culturale toscano e, di conseguenza, una grande visibilità per gli operatori coinvolti. In tal senso, fondamentale sarà la partecipazione al progetto dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico che, attraverso la Europeana Foundation e la sua piattaforma digitale creata dalla Commissione Europea, darà una dimensione continentale ai frutti del lavoro dell’assegnista.

Parole chiave:

DIGITAL STORYTELLING, MUSEI, ANTICO EGITTO
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