CULTURA E BENI CULTURALI (CBC)

Per una “bio-grafia” delle sculture all’aperto: dalle collezioni fiorentine al Regio Museo di Luigi Adriano Milani, all’alluvione del 1966

Abstract

Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.

Nome del Progetto
BIOSCULT
Anno di pubblicazione
2019
Capofila
SNS

Nome del bando

Progetti di Alta Formazione attraverso l’attivazione di Assegni di Ricerca in ambito culturale (Bando assegni di ricerca anno 2019)

Durata prevista
24 Mesi
112.000 €
Costo totale del progetto
71.680 €
Contributo erogato
2
Borse totali

Descrizione Bando

Dopo la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966, che colpì gravemente il pianterreno e i depositi sotterranei del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, la collezione di sculture classiche, costituita da centinaia di statue, torsi ideali, ritratti, epigrafi latine e greche, sarcofagi ed elementi architettonici, e messa insieme dal primo direttore del Regio Museo Archeologico di Firenze, Luigi Adriano Milani, fu trasferita, con i lavori iniziati nel Museo negli anni ’80, a Villa Corsini a Castello (Firenze), una sede prestigiosa che aveva spazi sufficientemente ampi da accogliere un insieme così imponente di opere d’arte antica, prevalentemente realizzate in marmo lunense. Molte di queste sculture, in prevalenza copie romane di originali greci, di cui alcune di notevole interesse storico-artistico e collezionistico, erano anche state nel giardino del Museo Archeologico, dove erano state collocate dal Milani stesso e dal suo successore Antonio Minto, dunque una permanenza all’esterno dal 1880 in poi, fino almeno ai primi anni ’80 del secolo scorso. Le sculture esposte o custodite nei magazzini di Villa Corsini necessitano di indagini sul loro stato originario prima dell’alluvione, che in molti casi ne ha staccato o indebolito le parti, ma soprattutto sui diversi stadi di degrado causati dalla loro esposizione alle intemperie, durante la permanenza nel giardino del Museo. Problemi di superficie, di patine, di corrosioni, di inquinamento etc., e i loro effetti nell’arco di un secolo, potranno essere investigati a fondo e apportare soluzioni per future analoghe situazioni. La creazione di un database che raccolga tutte le opere lapidee presenti nella Villa e nei suoi magazzini, che ammontano a circa 2.000 pezzi, sarebbe estremamente auspicabile e faciliterebbe moltissimo il futuro lavoro di studio, catalogazione, completamento dell’inventariazione, restauro, documentazione, con una ricaduta estremamente positiva sugli aspetti gestionali del lavoro del Museo. Il progetto infine prevede, dal punto di vista della scienza dei materiali e delle nanotecnologie, le seguenti attività, svolte in collaborazione con il Laboratorio NEST e finalizzate allo studio e alla conservazione del materiale lapideo: lo studio della composizione dei frammenti di marmo prelevato dalle opere (ove possibile), ai fini del riconoscimento del luogo di provenienza della materia prima; lo studio di nuove tipologie di film sottili ai fini della protezione della superficie dell’opera dall’azione di acidi comuni e da quella di agenti atmosferici aggressivi; lo studio e la realizzazione di nuove tipologie di “marmo sinterizzato”, che possa essere impiegato per il restauro (anche reversibile) di opere danneggiate.

Parole chiave:

ALLESTIMENTO MUSEALE E COLLEZIONISMO, FILM SOTTILI E MARMO SINTERIZZATO, NANOTECNOLOGIE
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