Il Quadro Europeo di Interoperabilità (European Interoperability Framework - EIF) è l'insieme di linee guida, raccomandazioni e principi comuni adottati dall'Unione Europea attraverso la Comunicazione 134/2017 per garantire che i servizi pubblici digitali possano interagire tra loro senza barriere, sia all'interno dei singoli Stati membri che attraverso i confini nazionali.
I 12 principi fondamentali
L'EIF si basa su 12 principi guida che orientano la progettazione dei servizi digitali. Tra i più significativi per l'ecosistema dell'innovazione troviamo:
- Apertura (Openness): promuove l'uso di standard aperti e la trasparenza dei dati;
- Riutilizzabilità: incoraggia la condivisione di soluzioni tecniche già esistenti per evitare duplicazioni di sforzi e costi;
- Neutralità tecnologica: assicura che le scelte istituzionali non vincolino i cittadini o le imprese a una specifica tecnologia proprietaria;
- Sicurezza e Privacy: garantisce che lo scambio di dati avvenga in un ambiente protetto e nel rispetto dei diritti dei cittadini.
Il modello concettuale a quattro livelli
Il cuore dell'EIF è rappresentato dal suo modello di riferimento, che affronta la complessità della cooperazione tra sistemi attraverso quattro livelli di interoperabilità:
- Interoperabilità giuridica: allineamento delle legislazioni affinché i dati scambiati abbiano valore legale in diversi contesti;
- Interoperabilità organizzativa: integrazione dei processi amministrativi e dei flussi di lavoro tra diverse organizzazioni;
- Interoperabilità semantica: garanzia che il formato e il significato dei dati siano comprensibili e univoci per tutti gli attori coinvolti;
- Interoperabilità tecnica: soluzioni hardware e software per la connessione fisica, lo scambio di bit e la gestione dei protocolli di rete.
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