Rapporto CNEL 2025: mobilità giovanile e attrattività dei territori.

È stato presentato il 4 dicembre 2025 a Villa Lubin il Rapporto CNEL 2025 L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati, dedicato all’analisi dei flussi migratori dei giovani tra i 18 e i 34 anni e ai loro effetti sul capitale umano e sullo sviluppo dei territori. Il Rapporto, voluto dal Presidente del CNEL Renato Brunetta e curato da Valentina Ferraris e Luca Paolazzi, propone un quadro informativo ampio e fortemente disaggregato a livello territoriale.
Nel periodo 2011–2024 hanno lasciato l’Italia 630 mila giovani, con un saldo netto negativo pari a 441 mila unità. La mobilità giovanile assume carattere strutturale ed è sempre più qualificata: nel triennio 2022–2024 il 42,1% dei giovani emigrati è laureato. La dimensione di genere risulta rilevante, con una quota femminile pari al 48,1% nel 2024.
Il Rapporto stima in 159,5 miliardi di euro il valore del capitale umano uscito dall’Italia nel periodo considerato, pari al 7,5% del PIL. Nel triennio più recente, l’aumento del livello di istruzione dei giovani in uscita ha portato il valore annuo della perdita a circa 16 miliardi di euro.
Per misurare la capacità di attrazione dei territori, il CNEL introduce l’Indice di Simmetria dei Flussi Migratori (ISFM), che mette in relazione le uscite di giovani italiani verso i principali Paesi avanzati con gli ingressi di giovani provenienti dagli stessi Paesi. A livello nazionale l’indice è pari a 9, indicando una forte asimmetria a sfavore dell’Italia.
In questo contesto, la Toscana presenta un valore di ISFM pari a 4,7, collocandosi tra le regioni con una maggiore capacità relativa di attrazione di giovani dai Paesi avanzati. Anche l’incidenza della perdita di capitale umano sul PIL regionale risulta contenuta: nel triennio 2022–2024 è stimata intorno allo 0,6% del PIL.
I risultati dei sondaggi inclusi nel Rapporto evidenziano come le scelte di mobilità dei giovani siano influenzate non solo dalle opportunità retributive, ma anche dalla qualità delle esperienze lavorative, dall'efficienza delle istituzioni, dal maggiore godimento dei diritti civili e dalla qualità della vita. In tale prospettiva, il Rapporto sottolinea la necessità di politiche coordinate che coinvolgano istituzioni, università, sistema produttivo e parti sociali.
Il posizionamento della Toscana, pur all’interno di un quadro nazionale complesso, evidenzia la presenza di condizioni strutturali favorevoli legate al sistema universitario, alla ricerca e alla qualità dei contesti territoriali. Rafforzare l’attrattività per i giovani qualificati rappresenta una leva strategica per sostenere lo sviluppo basato sulla conoscenza e l’innovazione.

 

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