Il Rapporto offre una lettura approfondita e sistematica della condizione demografica e socio-economica dei giovani in Italia, mettendo in luce i principali fattori che contribuiscono alla limitata attrattività del Paese nel confronto con altre economie avanzate. Tra questi emergono, in particolare, le opportunità occupazionali, la qualità della vita, l’accesso ai servizi e le prospettive di crescita professionale e personale.
Particolare attenzione è dedicata ai flussi migratori giovanili, per comprendere quanti giovani scelgono di lasciare l’Italia e quanti, invece, arrivano dall'estero.
L’analisi si basa un indice sintetico, l’Indice di attrattività (ISFM), che misura il rapporto tra i giovani emigrati dall’Italia e i giovani in ingresso dai Paesi avanzati: valori più bassi indicano una maggiore capacità di attrarre giovani.
Nel periodo 2011–2024 l’Italia mostra una persistente difficoltà in questo ambito, con differenze territoriali significative: le regioni del Centro-Nord risultano più attrattive rispetto a quelle del Mezzogiorno.
Il Rapporto stima inoltre l’impatto economico della perdita di capitale umano legata all’emigrazione giovanile, considerando anche gli investimenti in istruzione e formazione.
Il documento rappresenta uno strumento utile per comprendere le scelte di mobilità dei giovani, le criticità strutturali del Paese e il ruolo delle politiche pubbliche nel creare condizioni più favorevoli per attrarre e trattenere talenti.