Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha siglato il decreto che dà il via libera alla programmazione pluriennale per il triennio 2026-2028. L’intervento, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, introduce un cambiamento di paradigma nella gestione dei fondi: la certezza delle risorse consentirà a Università ed Enti Pubblici di Ricerca (EPR) una pianificazione strategica di lungo periodo.
Una nuova architettura finanziaria: il Fondo per la Programmazione della Ricerca (FPR)
Per razionalizzare l'erogazione dei contributi e semplificare l'accesso ai bandi, è stato istituito il nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca (FPR). In questo contenitore unico confluiscono i cinque principali strumenti di finanziamento nazionali:
- FIRST: Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica;
- FISR: Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca;
- FIS: Fondo Italiano per la Scienza (Ricerca di base);
- FISA: Fondo Italiano per le Scienze Applicate;
- FRES: Fondo per la ricerca in campo economico e sociale.
A queste linee di finanziamento si aggiungono le risorse destinate ai PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) e la quota dedicata alla partecipazione ai partenariati di ricerca in ambito europeo.
Riparto dei fondi e proiezione futura
Il piano prevede un investimento progressivo che garantisce stabilità al sistema della ricerca italiana, con un incremento significativo previsto per il triennio successivo.
Per il periodo 2029-2031, la programmazione prevede un ulteriore potenziamento delle risorse, con uno stanziamento complessivo che supererà i 2 miliardi di euro.
L’assegnazione dei fondi avverrà esclusivamente tramite procedure competitive, basate sul merito scientifico e su standard internazionali di peer review, per assicurare l'eccellenza e la trasparenza dei risultati.
Le voci del sistema della Ricerca
Il provvedimento ha riscosso il consenso unanime dei vertici delle principali istituzioni scientifiche e accademiche italiane:
Pianificazione e Stabilità: per Antonio Zoccoli (INFN e Consulta Presidenti EPR) e Fabio Florindo (INGV), il piano è un segnale cruciale di investimento nella competitività del Paese.
Capitale Umano: Andrea Lenzi (CNR) e Laura Ramaciotti (CRUI) hanno sottolineato come la continuità dei fondi sia fondamentale per la valorizzazione dei ricercatori e il rafforzamento del capitale umano.
Respiro Internazionale: Roberto Ragazzoni (INAF) ha evidenziato come la visione triennale sia l'unica dimensione possibile per progetti scientifici complessi, come quelli astronomici, che richiedono tempi di sviluppo pluriennali.
"Assicuriamo stabilità finanziaria e una programmazione chiara," ha dichiarato la Ministra Bernini. "Superiamo l'incertezza del passato per permettere ai nostri ricercatori di guardare al futuro con strumenti certi e tempi definiti."