Il progetto Sciadro punta a superare i limiti dei droni civili (solitamente utilizzati per riprese video e fotogrammetria standard) sviluppando una nuova generazione di RPAS (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) dotati di sensori avanzati che siano in grado di rilevare inquinanti (gas, metalli pesanti, cariche batteriche, inquinamento elettromagnetico), che possano individuare e mettere in sicurezza esplosivi a distanza, o che siano in grado di fare una pre-elaborazione a bordo delle immagini riprese dalle videocamere per trasmettere a terra, o ad altri droni in volo, la propria conoscenza dell’ambiente circostante.
Tra le tecnologie abilitanti si sono identificate:
- comunicazioni tra droni e con una o più ground control station, con relative problematiche di handover tra GCS;
- algoritmi di preelaborazione e bordo di sensori ottici ed infrarosso, fotogrammetria in near real time, con uno sguardo anche all’applicazione della fotogrammetria di scene dinamiche;
- utilizzo del cloud computing per la distribuzione delle informazioni.
Tra i sensori si sono identificati:
- sensori innovativi di GAS, in grado di operare a contatto o a distanza, e sensori di specie batteriche e metalli pesanti, in futuro programmabili sul campo in funzione delle necessità;
- sensori di opportunità, da installare su droni ed utilizzo di dispositivi mobili per la diffusione dei dati in tempo reale, per applicazioni di sicurezza in ambienti altamente dinamici (ad es. per la presenza di folla), nelle quali è necessario distribuire l’informazione (eventualmente informazioni diverse) a molti stakeholder per prendere decisioni in tempo reale;
- sensori compatti, installabili su droni, per la verifica dei livelli di inquinamento elettromagnetico e per la verifica dei radiosentieri utilizzati dai velivoli in fase di atterraggio.
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