AMBIENTE, TERRITORIO E ENERGIA

Valutazione dell'efficacia delle strutture dissuasive contro la pesca a strascico illegale della “Casa dei Pesci” di Talamone come strategie di pesca sostenibile

Abstract

Progetti di ricerca in collaborazione fra Università/Enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati con l’obbiettivo di sostenere percorsi di alta formazione che integrino le conoscenze teoriche con le competenze realizzate in specifici contesti d’esperienza.

Nome del Progetto
VESPESCA
Anno di pubblicazione
2023
Capofila
UNISI

Nome del bando

Progetti di Alta Formazione attraverso l’attivazione di Assegni di Ricerca (Bando assegni di ricerca anno 2023)

Durata prevista
24 Mesi
60.000 €
Costo totale del progetto
48.000 €
Contributo erogato
1
Borse totali

Descrizione Bando

In base al Regolamento (CE) 1967/2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo, la pesca professionale con attrezzi trainanti non può essere effettuata entro le tre miglia dalla costa e/o all’interno dell’isobata di 50 m (art.13). Con il progetto VESPESCA si affronta tale problematica concentrandosi sulla pesca professionale con reti a strascico condotta illegalmente nell’area suddetta, con effetti negativi sull'ambiente marino e le risorse ittiche. Da un punto di vista ecologico, infatti il contatto diretto delle reti a strascico con il fondale marino, può causare la distruzione di habitat prioritari come il Posidoneto ma anche, non prelevando in modo selettivo, può avere effetti negativi sulla conservazione di alcune specie già considerate a rischio. Dal punto di vista economico, la pesca illegale interferisce direttamente su quella autorizzata in quanto impoverisce sia quantitativamente che qualitativamente il pescato, ma anche indirettamente creando un danno alle comunità costiere in quanto i servizi ecosistemici offerti dagli habitat vengono alterati. Il progetto VESPESCA ha come area target le acque del litorale maremmano della Toscana meridionale, un’area di alto interesse conservazionistico completamente inserita nel Santuario Pelagos, con al suo interno il Parco Regionale della Maremma e alcuni siti della Rete Natura 2000. Al fine di affrontare questa problematica, già nel 2006 è stato creato un museo sommerso, chiamato "La casa dei Pesci" di Talamone. Questo museo è composto da strutture dissuasive, come blocchi di cemento e sculture marmoree posizionate entro le tre miglia dalla costa per impedire l'accesso dei pescherecci alla zona infralitorale. Con il Progetto VESPESCA non solo ci si propone di ampliare l’area della Casa dei Pesci, con l’installazione di nuove sculture e nuovi blocchi, ma soprattutto di validare l’efficacia di questo metodo di dissuasione con un monitoraggio scientifico pianificato e riproducibile, in modo da proporlo come strategia di pesca sostenibile. L’acronimo del progetto è infatti ispirato al test VES (Velocità di Eritrosedimentazione), utilizzato nel campo sanitario come primo indicatore di infiammazione. In questo caso VES sta per Valutazione dell’Efficacia della Sostenibilità della PESCA e vuole monitorare “l’infiammazione” per l’ambiente marino costiero relativa alla pesca a strascico illegale.

Parole chiave:

MONITORAGGIO AMBIENTALE, DISSUASORI, PESCA SOSTENIBILE
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